Storia

Con la nascita del Castoreale Jazz Festival, la Pro Loco Artemisia, al tempo presieduta da Francesco Salvo (“Ciccio”) e, successivamente, da Carmela Pirrone e Mariella Sclafani, oggi da Maria Miano, si è riscoperta utile al proprio ruolo istituzionale ed al dettato Statutario, testimoniando che l’associazionismo può operare e generare valore anche in una terra notoriamente scettica e disattenta a questa modalità di aggregazione sociale. Il direttivo della Pro Loco, nell’ultimo decennio, oltre ad implementare l’attività tradizionalmente praticata e legata alla ricreatività sociale, ha dato corso alla ricerca di iniziative alternative con il preciso intento di aggiungere valore al territorio. Nasce così la “master Class”, la rassegna “musica sotto le stelle”, “la Passeggiata notturna” e, attingendo ad un consolidato e diffuso amore per la musica di un nutrito gruppo di musicisti ed appassionati di musica jazz, prende vita, “Castroreale Jazz”. Considerata la molteplice valenza promozionale, economica, sociale e culturale rappresentata dall’evento, ed il notevole consenso riscosso a tutti i livelli, i direttivi che si sono succeduti ed il comitato organizzativo continuano ad operare, con dedizione, al consolidamento della manifestazione. L’evento è sostenuto dalla Regione Sicilia e dal Comune di Castroreale che, apprezzatane la rilevanza e l’importanza in relazione alla promozione turistica del comprensorio, interviene ufficialmente, in compartecipazione con la Pro Loco Artemisia, nel supporto organizzativo ed economico. Il direttore artistico è Piero Salvo che cura l’organizzazione complessiva della manifestazione. Accanto a lui uno staff collaudato che cura con professionalità, passione e competenza tutte le fasi di organizzazione e gestione degli spettacoli. Scenario della rassegna: la suggestiva secentesca Piazza Peculio con il Monte di Pietà (sec. XVII), l’arco della sinagoga del 1485 e la Chiesa del SS. Salvatore (sec. XV) la cui torre campanaria offre un impareggiabile sfondo ai concerti.
23 lug

Scott Henderson Trio

Scott Henderson è uno dei più importanti chitarristi al mondo, si contraddistingue per tecnica e sound straordinari, che spaziano dal jazz, al blues, al rock. Ha avuto la sua consacrazione come star internazionale con il progetto Tribal Tech. E’ stato il chitarrista dell’Elektric Band di Chick Corea e dello Zawinul Syndicate. Scott Henderson: guitar Romain Labaye: bass Archibald Ligonnière: drums

27 lug

DORANTES TRIO – Flamenco InterAction

David Dorantes è, attualmente, il pianista flamenco più acclamato nel panorama internazionale; è un esploratore di nuovi orizzonti musicali e, pur preservando la tradizione, riesce ad interpretare vari generi con grande virtuosismo, ricchezza espressiva, libertà creativa e forte contemporaneità. Si accompagna al batterista Javi Ruibal ed alla ballerina Monica Iglesias.

29 lug

Park Stickney trio

  • Il trio è il risultato dell’incontro iniziale, avvenuto nel 2002, tra Park Stickney (arpa  elettrica) e Dino Contenti (contrabbasso) nel corso di una insolita jam-session improvvisata durante il Festival jazz di Juan-Les- Pins. Nasce così il duo al quale subito dopo si aggiunge Gigi Biolcati (percussioni). Una complicità immediata si stabilisce tra i tre musicisti. Essi hanno in comune un percorso  musicale simile dalle mille sfaccettature ed una curiosità insaziabile che li porta ad esplorare i confini per poi arrivare o ritornare, sempre, al jazz e soprattutto all’improvvisazione, che ha un ruolo fondamentale nella gioia che hanno nel suonare insieme. Il dialogo è molto fitto: è come se i tre strumenti si muovessero in direzioni complementari.
Stickney sa trasformare l’arpa in maniera imprevedibile. Talvolta sembra di ascoltare una chitarra, poi un pianoforte, poi delle percussioni... Il programma è molto vario ed include naturalmente i grandi del jazz ma passa anche da Nino Rota, Henri Mancini e Sting e dalle composizioni di Stickney....ogni pezzo è un pretesto per improvvisare unendo combinazioni sonore e ritmiche nuove tra i tre strumenti creando un ponte diretto con il pubblico ed un impatto immediato.

06 ago

ACA SECA TRIO

PRESENTAZIONE Gli ACA SECA TRIO rappresentano sicuramente la rinascita e l’evoluzione della musica argentina. Nato nel 1998, il gruppo si forma grazie all’incontro di 3 studenti (Juan Quintero, Andrés Beeuwsaert e Mariano Cantero) all’Università de La Plata. Fin dall’esordio i tre ragazzi hanno catturato l’attenzione del pubblico rappresentando una vera e propria novità nella scena musicale nazionale. Dopo gli studi i tre ragazzi si trasferiscono a Buenos Aires e sviluppano sia il progetto ACA SECA che le loro singole carriere musicali. Mentre Quintero emerge come uno dei più promettenti compositori, Beeuwsaert diventa il regolare pianista di molti jazzisti e Cantero va in tour con Liliana Herrero. L’album di debutto del trio diventa immediatamente un “must” nazionale nell’ambito della musica di qualità ricevendo ottime recensioni e positivi commenti dai più svariati musicisti come Pedro Aznar, Egberto Gismonti e Luis Alberto Spinetta. Dopo due anni esce “AVENIDO”, il secondo album degli ACA SECA che comprende alcune rivisitazioni di brani folk della cultura argentina, due brani del talentuoso pianista uruguaiano Hugo Fatorusso e nuove composizioni di Juan Quintero e Andrés Beeuwsaert. Nel 2009 gli ACA SECA TRIO arrivano in Europa presentando “LA MUSICA Y LA PALABRA”, un album che presenta i brani che hanno caratterizzato questi primi anni di carriera in Argentina. BIOGRAFIE JUAN QUINTERO Nato e cresciuto in una famiglia di musicisti, Juan è la perfetta sintesi di un musicista a cavallo tra tradizione e modernità. Fin dai primi anni ha sviluppato una propensione verso la musica popolare (la sua Tucuman è una delle città più legate alla tradizione in Argentina oltre ad essere il luogo di dichiarazione dell’indipendenza più di 200 anni fa). Studiando la chitarra Juan si sposta a La Plata dove si laurea. Negli ultimi anni ha collaborato con molti artisti della nuova generazione come Carlos Aguirre, Jorge Fandermole, Pedro Aznar e Juan Falú. Quintero riceve pure il premio La Nacion come Artista Folk Rivelazione; premio che il gruppo ACA SEC TRIO riceve l’anno successivo, grazie al primo cd nominato miglior album del Gardel Awards. ANDRES BEEUWSAERT Nato in Olavarría, una piccola provincia nei dintorni di Buenos Aires, Andres studia il piano fin da bambino. Anche se la sua formazione musicale si è indirizzata di più verso il jazz egli si laurea all’Universita de La Plata in composizione classica. Negli anni ha suonato, registrato e collaborato nei tous di Javier Malosetti, Fat’s Fernandez, Luis Alberto Spinetta, Mono Fontana, Trio Fatorusso, Pedro Aznar. E’ stato nominato più volte come miglior artista jazz dai due Awards Gardel e Clarin. MARIANO CANTERO Mariano è nato a Santa Fe e ha iniziato a studiare percussioni classiche. La laurea in questa disciplina lo porta a sviluppare i suoi studi con insegnanti di percussioni e batteria come Marino, Rubén Duca e Junior Césari. Il suo eclettico background si combina con il suo incessante desiderio di sviluppare la sua tecnica e intregrare questa con la composizione. Con questo approccio Mariano Cantero riesce a sviluppare sia il filone musicale popolare che quello classico. Suona con orchestre come la Orquesta Estable del Teatro Argentino o The National Symphony Orchestra, e più tardi anche con la Academic Orchestra of the Colon Theatre. Attualmente è il batterista e percussionista di Liliana Herrero. Note per Aca Seca Trio Javier Girotto – (musicista, compositore) "Seguo gli Aca Seca Trio dai loro esordi e posso affermare che oggi è fra le formazioni più innovative della musica folcloristica argentina. Per l’originalità delle composizioni con testi di grande spessore, il gran gusto negli arrangiamenti e la grande conoscenza della tradizione e del folclore del nostro Paese rappresentano un vero modello contemporaneo per la cultura musicale Argentina.” GeGè Telesforo – (musicista, produttore discografico, autore radio-tv) “Quello con gli Aca Seca Trio è stato amore al primo ascolto. Come non mi succedeva da tempo. Un suono unico, originale ed emozionante che ti pervade, ti rapisce con tutte quelle sfumature tipiche della grande Musica. Gli Aca Seca sono Musicisti di prima classe, cantano melodie di rara bellezza, dimenticate, a volte struggenti, suonate con naturalezza jazzistica e piglio accademico. Canzoni, storie impreziosite da tessiture ritmiche e armoniche che sorprendono anche l’orecchio più esperto, colpendo dritto al cuore.” Sergio Cammariere – (musicista, autore, compositore) “Straordinari! Ho incontrato la musica degli Aca Seca qualche mese fa e da allora posso dire di essermene completamente innamorato. Le loro canzoni sono un vero esempio di gusto e armonia. Da tempo non ascoltavo un cd così emozionante!” Barbara Casini - (musicista, autrice) “Si ascolta così tanta musica, a volte quasi per dovere, e capita di non stupirsi più. Quando ho ascoltato per la prima volta gli Aca Seca è stato come innamorarsi di nuovo: la cosa più bella, fresca, entusiasmante e stimolante che ho conosciuto negli ultimi anni. I loro dischi, che ormai so quasi a memoria e che mi porto dietro come una riserva di sorriso, mi hanno aperto lo scrigno di meraviglie del folklore argentino, un territorio per me ancora da esplorare, con quel senso magico di novità che ci viene dalle cose belle del passato. Grazie a musicisti come gli Aca Seca si ascolta tanta musica e non si smette mai di stupirsi.” Natalio Mangalavite – (musicista, arrangiatore, compositore) “Oggi, questo trio rappresenta davvero la nuova musica Argentina. Gli Aca Seca hanno ridato valore alla musica folcloristica del mio paese, quella che fondamentalmente viene dalla provincia, al contrario del Tango che è sempre stato rappresentato da Buenos Aires. Tre musicisti preparatissimi, con gusto soprafino, pieni di sensibilità e umiltà. Cantano e suonano benissimo. Le composizioni sono molto originali, nuove. Il talento di Juan Quinterno (eccellente chitarrista-cantante) mi tocca particolarmente perchè mi fa sentire i profumi della mia terra lontana. Una sola cosa non li rappresenta per niente, il nome: “Aca Seca” in gergo gaucho del nord vuol dire “merda secca”. Ma si sa che la merda porta fortuna.....” Gabriele Mirabassi (musicista, compositore) Aca seca, ovvero “dalla merda nascono i fiori”. La prima volta che ho sentito la musica di questo meraviglioso trio di musicisti-cantanti-compositori-arrangiatori-poeti mi si è aperto il cuore. La freschezza e la semplicità con cui riescono a coniugare i valori che fanno grande la musica è esemplare. Cantabilità, profondità armonica, vitalità ritmica, chiarezza formale, sorpresa, rapporto con la tradizione e con la contemporaneità, emozione, leggerezza, raffinatezza, potenza espressiva, rigore,sincerità. Ancora una volta dalle "vene aperte" di quel enorme continente arriva una speranza, una promessa di futuro, un sussurro potente che è anche monito per noi, che a molti di questi valori stiamo rinunciando. Saper ricevere in Italia la musica di aca seca non sarà solo occasione di grande godimento e piacere, ma un vero e proprio atto di responsabilità, del quale spero ci dimostreremo tutti all'altezza

08 ago

Billy Cobham / Stanley Jordan / Christian Galvez

il batterista Billy Cobham e il chitarrista Stanley Jordan due giganti del jazz che hanno rivoluzionato la storia del jazz ed innovato il modo di interpretate il loro strumento. Cobham virtuoso, poliritmico, ha scritto pagine di musica fondendo jazz e rock. Jordan ha sperimentato e innovato l’approccio alla chitarra introducendovi i concetti di “touch o tapping” e l’uso pianistico del suo strumento. Sul palco con loro, il virtuoso bassista cileno Christian Galvez.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi